Show Radio_Alla ricerca della Consapevolezza

martedì 21 novembre 2017

Libero pensiero contro il secolare potere dominante lobbysta-pseudoliberista-totalitario

Dalle mie parti si dice "raddrizzare la rotta", è un termine utilizzato per definire una situazione iniziata male ma che può essere sempre corretta. Ora, nel caso del nostro paese, a meno che non vogliate credere che 1000 uomini in male in arnese e male armati abbiamo avuto ragione di 90000 regolari dell'esercito, occorre ammettere che l'Unità d'Italia è stata pilotata da poteri forti extranazionali, che avevano tutto l'interesse economico a creare una nazione cuscinetto nel cuore del Mediterraneo, cosa che, tra l'altro, sta iniziando a far breccia anche nel mondo scolastico dopo essere stata accettata in quello accademico. Ma ciò non significa che gli italiani non debbano credere nella loro nazione, Anzi dovrebbe essere da stimolo per affrancarsi da questo giogo secolare e prendere in mano le redini del nostro Paese, esattamente come dovrebbe fare un popolo sovrano degno di tale nome. Ma per far questo e insito la determinazione La convinzione è il sacrificio anche estremo non basta un pezzo di carta d'identità e stabilire un italiano ma ci vuole l'amor di Patria quel sentimento che questo assolutismo liberista vuole assolutamente cancellare insieme ad altro, al fine di annichilire le nostre vite imponendo un nuovo sistema mondiale.

venerdì 29 settembre 2017

FEBBRE SUINA - VIRUS CREATO IN LABORATORIO - censura visualizzazzioni bl...

L'evoluzione della pandemia mediatica in pandemia legislativa. E noi?

Non so perchè ma quando penso ai vaccini obbligatori mi torna in mente la pandemia mediatica che vi fu nel 2009 riferita alla "Peste Suina" o influenza di tipo H1A1, meglio nota come Spagnola. Ricordo in quel periodo di pandemia come ero preoccupato per non aver vaccinato me stesso e la mia famiglia. Poi, esattamente come sta succedendo ora, i primi casi di intossicazione da metalli pesanti iniziarono ad essere noti, nonostante la censura operata dai mezzi di distrazione di massa. 
Mercurio e Squalene, ingredienti dei vaccini anti-influenzali, furono individuati come responsabili dei disordini neurologici in diversi. 
Andando più in profondità pare che lo stesso H1N1 fu un virus di laboratorio [FONTE 1 - FONTE 2], ma ancor di più è importante fare tesoro dell'esperienza trascorsa, quantomeno noi cittadini disinteressati ai profitti delle multinazionali farmaceutiche. 
Al fine di informare ed informarmi a mia volta, in quel periodo scrissi un breve dossier che ripropongo qui di seguito:
Considerazione personale finale.
Ad essere - tanto - cattivi, maligni quanto fantasiosi ma pur sempre pragmatici (e pragmatico è un aggettivo sinonimo di multinazionale), ci sarebbe da fare il seguente ragionamento: se le case farmaceutiche guadagnano sui vaccini, tanti più vaccini vengono venduti tanto aumenta il guadagno. Giusto? Bene, ma il problema è che la vendita di vaccini dipende dalle malattie in giro. Quindi i casi sono due o c'è un'epidemia o la si inventa. Ciò è quanto accadde nel 2009 con l'H1A1 oppure H1N1; i tempi però sono cambiati e la strategia si è evuoluta. Immagino che con la perdita progressiva di sovranità si sia giunti alle vaccinazioni di massa per decreto, e stiamo parlando di un'evoluzione legislativa prodotta in meno di otto anni!

lunedì 11 settembre 2017

Quando ero piccolo mio zio mi raccontava “La storia dei 100 maiali”. Eccovela!

C’era una volta un allevamento di maiali dove 100 suini vivevano in una stanza sporca, con poca luce e troppo piccola per contenerli tutti insieme. I maiali, costretti come sardine, erano soliti lamentarsi per ogni cosa: - Questo posto è lercio - diceva uno - L'aria è irrespirabile - rispondeva un altro; e via discorrendo. In effetti gli animali avevano di che lamentarsi e per giunta ne avevano motivo dal momento che davvero vivevano in una condizione pietosa, indegna anche per un porco.

Due volte al giorno, la mattina ed il pomeriggio, dalla porta stretta veniva installato un tubo dal quale giungeva una poltiglia marrone fatta di bucce di frutti vari, scarti di verdure e farinacci vari; si trattava del “pastone” una miscela di vari scarti che i maiali ingollavano avidamente. Certo, sicuramente avrebbero gradito frutta e verdura fresche, ma non facevano tante storie dal momento che, in fondo in fondo, era pur sempre un pasto gratis (se pasto si potea definir).

Ogni tanto, quando il pastone era più scadente del solito, da quella massa di suini informe e costretta in quello spazio così angusto, qualcuno alzava la testa dal letame nel quale ara stato abituato a sguazzare fin dalla nascita e diceva: - Basta, dobbiamo ribellarci, abbiamo la nostra porca dignità, non se ne può più di questo trattamento! 

A sentire ciò tutti gli altri facevano eco dando ragione all'improvvisato ribelle: - Si ribelliamoci, facciamo qualcosa per noi, abbiamo il dovere di garantire un futuro migliore ai nostri figli, è ora di finirla, basta ingiustizie!

Tanti buoni propositi venivano pronunciati dai maiali, peccato che alla fine, quando arrivava il momento di fare davvero qualcosa, c'era sempre un impedimento, più o meno legittimo. Nel giorno previsto per la loro manifestazione contro cotali abusi, chiamato "Day-Pork", puntualmente ad ogni maiale inderogabilmente doveva assolvere ad un impegno irrinunciabile oppure, per colmo di sfortuna, il poveretto versava in gravi condizioni di salute: - Io non potrò essere con voi – diceva uno – proprio oggi ho un mal di testa pazzesco. Mi dispiace tanto - neppure io posso - faceva da eco un altro – proprio oggi devo portare i miei maialini a sguazzare nel fango al baby-porking, c'è una festa!

Accadeva così, in modo sistematico, che tra lamentele e ripensamenti le rimostranze dei maiali riguardo il loro trattamento si limitavano alle mere invettive. 

Oltretutto i maiali, si sa, non sono tutti uguali, tra questi ve ne erano alcuni, stranamente quelli che godevano di maggior credito tra la comunità suina, ai quali gli uomini avevano concesso il privilegio di poter uscire ogni tanto fuori da quella stanza puzzolente per respirare un po' d'aria pura. 

Questi animali potevano, una volta al mese, uscire in un recinto all'aperto e stare alla luce del sole grufolando tra l'erba verde di un prato sintetico. Certo, sempre di recinto si trattava e oltretutto l'erba era finta; ma comunque gli animali erano consapevoli di trovarsi in una condizione migliore rispetto ai loro simili e questo gli conferiva una sorta di privilegio sociale ed una posizione di gradita supremazia.

Così, ogni volta che qualcuno insisteva più degli altri nelle proteste, o addirittura sembrava deciso ad opporsi davvero agli uomini, loro mettevano in atto l'opera di persuasione che gli garantiva il trattamento speciale. - Dovete capire - dicevano - che persiste una grave situazione economica, c'è crisi e quindi dobbiamo fare i dovuti sacrifici affinché i nostri figli possano godere dei benefici un giorno. Di solito tanto bastava a calmare i maiali più sovversivi, ma se ciò non accadeva avevano altri argomenti: - cari amici porci – dicevano – non prestiamo orecchio alle illazioni di chi vuole convincerci a cambiare la nostra situazione, potrebbe peggiorare ancora! 

A volte qualcuno argomentava che il cibo era schifoso perché consisteva in scarti di frutta, carcasse di altri animali, il tutto condito con sapori sintetici. Loro replicavano che c’era chi non le aveva quelle cose e pertanto era un privilegio. Alla fine i maiali desistevano e proseguivano la loro misera vita tra la penombra ed il letame di quel luogo squallido che loro chiamavano “casa”.

Un giorno però, i dirigenti dell’azienda decisero di cambiare attività e non potendo trasferire gli animali, che nel frattempo erano raddoppiati in numero, in un altra fattoria, decisero di abbatterli.

Quando la notizia si sparse tra i suini, vi fu il pandemonio; ognuno voleva scappare ma non potendolo fare, si affidava all’illusione alla quale si era aggrappato durante la propria vita. 

Alcuni di strinsero intorno alle istituzioni (i famosi porci privilegiati) chiedendo aiuto e assistenza contro quell’infame fine:
le istituzioni risposero che sarebbe stata loro cura tutelarli e quindi non v’era motivo di preoccuparsi.

Altri, più devoti, si ricordarono della loro religione e pregarono il grande dio porco di salvarli: 
i sacerdoti risposero che sarebbe stata loro cura tutelarli e quindi non v’era motivo di preoccuparsi.

Vi furono anche quelli che, più Illuminati dei loro simili, si erano prodigati nella ricerca della conoscenza per conseguire una serie di interessi personali, avendo però cura di mascherarli da interessi comuni. A questi i loro “fratelli” sottoposti, si rivolgevano chiedendo aiuto. 
I gran maestri risposero che sarebbe stata loro cura tutelarli e quindi non v’era motivo di preoccuparsi.

Quando entrarono gli uomini a prendere il primo porco, scese un silenzio surreale nella stanza. Non un filo di voce, un sussurro usciva dalla loro bocca terrorizzata. Tutti i porci che facevano parte del proletariato, guardavano con ansia i porci istituzionali, i venerabili porci maestri ed i porci sacerdoti, certi che qualcosa era stato organizzato a loro tutela. 

Appena gli uomini ghermirono il primo animale, questi emise un atroce urlo al quale tutti gli altri fecero eco. Nel panico generale, gli uomini uscirono con la bestia che si contorceva e dimenava come un ossesso e, portatolo nel mattatoio, impassibili lo sgozzarono. Gli altri maiali potevano sentire distintamente le urla del poveretto, che via via si facevano più flebili e assomigliavano ora ad un latrato più che un grugnito. Poi più nulla; silenzio assoluto.

Nella confusione che si era generata, le autorità suine tentavano di ristabilire l’ordine. 

- Non è nulla – dicevano – si è trattato soltanto di un normale T.s.o. (trattamento suino obbligatorio), il poveretto era gravemente malato ed ora, dopo le necessarie cure sta certamente meglio [all’altro mondo n.d.a.]. 

Le porche autorità sapevano bene di mentire, ma erano altresì convinte, anzi certe, che, come in passato, anche questa volta gli uomini avrebbero continuato a riservargli un trattamento migliore; addirittura qualcuno pensava che la mattanza era un’occasione, un’opportunità per dare una bella sfoltita a questa torma di porci, in modo tale da poter usufruire dello spazio lasciato dai malcapitati - più larghi e con condizioni di vita migliori per noi! – dicevano.

I maiali rimasti, che nel frattempo stavano rimuginando sulle parole delle autorità, non fecero in tempo neppure a calmarsi, tanto erano scossi da quanto era appena accaduto, che la porta si spalancò di nuovo e questa volta non uno, ma bensì due maiali vennero trascinati fuori dagli uomini. 

Ancora una volta scoppiò il finimondo, anche più di prima, ma ancora una volta le porche autorità diedero la loro versione dei fatti. - Trattasi di maiali disturbati psicologicamente – asserirono a giornali e televisioni – state tranquilli si tratta di una semplice operazione per la vostra incolumità. 

Questa volta però i più alti rappresentanti suini, si riunirono per discutere di ciò che andava fatto.

- Gli uomini vogliono ucciderci tutti – esordì il primo – ma no, si tratta soltanto del solito prelievo di natale – disse un altro. Così istituirono un’associazione apicale, L’U.E. o Unione Europorca, e presero accordi con gli uomini per salvaguardare la – loro – sopravvivenza.

Gli accordi stabilivano che sarebbero stati loro stessi a indicare chi doveva essere macellato, in cambio avrebbero continuato a godere dei loro privilegi e magari ampliarli. 

Per fare ciò dovettero istituire una opportuna forza di polizia: l’Europork, una forza di polizia totalmente asservita al regime che, con la scusa di difendere la comunità suina, in realtà aveva il compito di stroncare ogni possibile rivolta, depistare la verità e individuare gli eversivi che sarebbero poi stati inseriti nell'elenco dei suini per l’eliminazione fisica. 

Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, vista la cospicua presenza di porci, non fu affatto difficile istituire una polizia di tal genere. 

A questi maiali, che avrebbero dovuto reprimere con la forza ogni forma di giusta opposizione, venne garantito un trattamento appena appena migliore rispetto alle loro vittime; ma tanto bastò affinché torme di disperati, ansiosi di migliorare a qualsiasi costo la loro posizione e incuranti delle indicibili ingiustizie che sarebbero stati chiamati a compiere, giungessero da ogni angolo della stanza per arruolarsi. 

Avvenne così che nell'arco di qualche tempo gli sgozzamenti divennero una routine come tante. 

Quasi ogni giorno veniva consegnato agli umani un elenco contenente i maiali definiti “socialmente pericolosi”, questi venivano presi il giorno stesso per essere sgozzati. Il governo porco rivolse le proprie attenzioni inizialmente nei confronti dei maiali liberi pensatori, dei filosofi che non si erano genuflessi a quel sistema e, più in generale, a chi possedeva un minimo di cultura che gli aveva consentito di coltivare il pensiero libero e indipendente, che in ogni regime che si rispetti viene giudicato sovversiva e quindi pericoloso per la sopravvivenza del regime stesso. 

Tale operazione offrì il grande vantaggio di togliere ogni possibilità di raziocinio a quella massa suina oramai assuefatta, rincoglionita dall’informazione di regime e pertanto incapace di pensare autonomamente. 

Fatta piazza pulita di questi pericolosissimi delinquenti, si passò poi ai senza tetto, ai disoccupati ed ai pensionati, in tal modo il governo poté vantarsi, questa volta a ragione, di aver risolto in un colpo solo l’annoso problema degli alloggi, del lavoro e delle pensioni, tutto in una sola volta. 

Ma non bastava ancora, gli uomini volevano altro, volevano tutto; i vertici politici dell’U.E. avevano bisogno di prendere altro tempo per pensare al da farsi. Così arrivò il turno degli impiegati, giudicati dal governo inutili e parassiti; degli operai che non avevano più motivo di esistere. Ma ancora non bastava e così si passò alle famiglie, ma per far questo si dovette prima distruggere il concetto stesso di famiglia, dal momento che un padre ed una madre avrebbero lottato fino alla morte per i propri figli, quale migliore soluzione se non quella di disintegrare il concetto stesso di famiglia? In tal modo i nuovi nati sarebbero stati isolati, totalmente soli di fronte al sistema e quindi infinitamente più deboli. 

Ma gli uomini volevano ancora altre vittime, quindi i maiali più illuminati decretarono che era giunto il momento di eliminare la religione. Bastò portare alla luce le nefandezze di quanto i sacerdoti, loro antichi alleati, avevano fatto nel corso del tempo, guardandosi bene di far trapelare gli accordi che questi avevano preso con gli altri poteri, affinché non emergesse tutta la compromettente verità. Quando anche la religione cessò di esistere, vennero sacrificate le Forze dell’Ordine e l’esercito, ma in questo caso fu sufficiente dare l’ordine di seguire gli uomini fino al patibolo per il bene della porca patria; da tempo militari e polizia erano abituati a non pensare più con la loro testa, ma piuttosto ad obbedire ciecamente senza mai chiedersi perché.

Piano piano i maiali si assottigliarono sempre più fino a quando rimasero soltanto in tre, il gran maestro, il presidente e il capo della chiesa suina che era stato risparmiato in quanto confratello. 

Questi, fatta una riunione segretissima, dal momento che erano restati solo loro, decisero come comportarsi riuscendo finalmente a comprendere cosa andava fatto: - fratelli! - disse il gran maestro – l’uomo è cattivo perchè vuole noi tre morti! Vuole anche il nostro sangue! Non bastava quello di tutto il nostro popolo che gli abbiamo offerto? dobbiamo ribellarci! - Giusto! – fece eco il presidente – ma cosa possiamo fare da soli noi tre? - Siamo soltanto tre vecchi porconi! – disse saggiamente sua porchità e finalmente si resero conto di cosa davvero fossero: tre carcasse viventi destinate a diventare ben presto prosciutti e salumi vari. Così in un solenne clima venne decretato di andare di propria volontà al mattatoio per farsi scannare.

martedì 11 luglio 2017

Reggio Nel Terzo Millennio - puntata del 6 luglio 2017. Immigrazione e Alzheimer


Ospite a Radio Antenna Febea, nella trasmissione dell'amico Tonino Massara "Reggio Nel Terzo Millennio", mi viene offerta l'ennesima opportunità di esprimermi liberamente in merito all'attualissima questione circa l'immigrazione selvaggia che oramai da tempo sta opprimendo il nostro paese su disposizione di questa Europa oligarchico-liberista, e particolarmente insofferente nei confronti del popolo italiano. Come al solito, non perdo occasione ed esprimo il mio personalissimo pensiero indipendente sull'argomento, riconducendo tutto a ciò che, secondo me, è la vera carenza sociale da cui tutto scaturisce: la consapevolezza diffusa.

giovedì 1 giugno 2017

Senza Consapevolezza non vi è libertà: Intervista a Roberto Cortelli

Il Sistema ci plasma secondo il proprio volere, condizionandoci a nostra insaputa? Lo fa, per giunta, illudendoci di essere liberi.

Sulla base di tali considerazioni, il 20 maggio, ho realizzato questa intervista insieme a Roberto Cortelli. Libero ricercatore che da anni scrive libri per risvegliare le coscienze.

Da sempre resto dell’idea che il caso non esiste, ovvero noi altri, impelagati in questa realtà, già di per se incentrata sull’esasperazione dei nostri cinque sensi, ne acuiamo ancor di più il materialismo affidandoci unicamente agli indottrinamenti di un sistema che vuole confermare costantemente il proprio dominio a nostro danno; tanto è vero che tutto ciò che ci viene inculcato è incentrato sull’inganno e la sottomissione. Nella mia spasmodica ricerca, mossa in modo quasi irrazionale da una costante insoddisfazione di tale realtà, mi ha portato a conoscere l’autore del libro “Scusate”. Roberto Cortelli. Con il quale è realizzato un’interessante intervista della quale pubblico il link a fine articolo.

La locandina dell'Intervista

Roberto condivide in questa intervista la propria esperienza, la cui svolta avviene anni fa quando visse la meravigliosa esperienza di divenire padre. Da quel momento in poi sente di dover fare "qualcosa di utile". Inizia il suo percorso interiore che racconta in quello che definisce "Trilogia del Movimento", una sorta di percorso di consapevolezza, durato anni, che porta alla nascita di una persona nuova, con altri obiettivi tra i quali spicca la ricerca della consapevolezza.
Tra i suoi libri "Scusate" un lavoro editoriale di profonda autocritica e rivolto alle nuove generazioni; una denuncia aperta contro il costante processo di distruzione degli equilibri di questo pianeta tutt'ora in corso. Nel suo lavoro Cortelli sottolinea la necessità di cambiare direzione orientandosi verso una direzione consapevole, senza la quale non sarà possibile proseguire il percorso di vita.
Ciò però può essere possibile soltanto prendendo atto degli inganni orditi nei nostri confronti da un sistema che si basa sulla menzogna, proprio perché l'inganno è alla base della propria sopravvivenza. Bisogna smettere di raccontarsi delle favole, la gente deve iniziare a farsi delle domande e soprattutto a cercare delle risposte, la dove il Sistema no ne fornisce, o laddove da risposte finalizzate unicamente alla propria sopravvivenza.
Durante l’intervista ho chiesto a Roberto:
Si può uscire da questo Sistema, da questa Matrix?

"Si, è chiaro che è un lavoro estremamente impegnativo ed estremamente di ricerca fatto su se stessi. Dentro di noi ogni essere umano ha tutte le risposte e tutte le soluzioni per poter migliorare la propria qualità della vita ..."

In una visione d’insieme, mi ha raccontato Roberto, se questo miglioramento si verifica per il singolo, nella collettività si percepisce ad un livello molto più ampio, un pò come se fosse la sommatoria di ogni singolo benessere. (ed ecco che ripenso, mentre ascolto le sue parole al concetto tribale dell’Ubuntu).
Scoprire gli inganni esistenti è il primo passo, portarli all'evidenza pubblica - condividerli - è il secondo.
La soluzione quindi esiste, ma può essere possibile soltanto se ognuno di noi, consapevole di essere parte integrante di un sistema di insieme, una coscienza collettiva che, grazie alle singole scelte, si rafforza costantemente per giungere ad una consapevolezza d'insieme.

Clicca qui per ascoltare l’intervista integrale

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